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"Inedite Visioni" del Cinema Muto Italiano
restituite da Lo Schermo in tasca di Matilde Tortora

di Teresa Mancini


Matilde Tortora, collaboratrice del DAMS dell'Università della Calabria, ha ricercato, rinvenuto e ricostruito il corpo di immagini di molti film del Cinema Muto Italiano attraverso la serie di cartoline che già allora ne davano in sintesi la "visione" su carta, ricostituendo e riassemblando come un puzzle quelle immagini, per lo più smembrate e ridistribuite a caso, così da rendere di nuovo possibile, per tutti noi spettatori di oggi, la "visione" di quei lontani e perduti film. Dei circa diecimila film prodotti in Italia, solamente poco più di duemila sono a noi pervenuti. A volte ciò che è rimasto di un film è soltanto un certo numero di scene stampate su supporti cartacei; a volte è una singola immagine l'unica cosa che ci è giunta se non addirittura l'unica testimonianza che ce ne attesti l'esistenza.
Occorre innanzitutto dire, per rendere grande merito all'autrice, che, se anche può capitare di ritrovare qualche immagine di quei film stampata su cartolina, ritrovare il film per intero è stato lavoro di investigazione lenta, paziente e di ritrovamenti a volte fortunosi. Matilde Tortora - che ha già pubblicato in formato elettronico una serie rilevante di ricerche volte alla ricostituzione e al reperimento di materiali fotografici e documentari relativi al cinema italiano e va realizzando un archivio informatico che a breve confluirà al Centro Interdipartimentale della Comunicazione presso l'ateneo calabrese - si è domandata se lo spettatore, vedendo un film che lo intriga e lo interessa, non provi, a proiezione terminata, il desiderio di condursi dietro quel film, di portarselo a casa così da poterlo rivedere, ogni volta che vorrà, a proprio piacimento. Non è difficile pensare che fin dai suoi esordi, laddove un film era proiettato, stimolasse negli spettatori il desiderio di poterne possedere una traccia reale; ma da quando - prima dell' home-video - è stato possibile per gli spettatori condursi "lo schermo in tasca"? Questo saggio, che è in libro e CD-ROM, indaga i lontanissimi antecedenti di questa consuetudine e, ciò facendo, consente l'inedita visione di diversi film del Cinema Muto Italiano che non si sono conservati su pellicola. Per questo particolare intento perseguito, Lo Schermo in tasca, primo ed unico nel suo genere, consente quindi di molti di questi film l'unica, seppure del tutto particolare, visione per il tramite delle Serie di cartoline che all'epoca venivano stampate con le scene tratte da quei film.
Gli esiti di una ricerca più che ventennale, la rigorosa ricostruzione filologica, l'essere riusciti a ricomporre in sintesi diversi film del Cinema Muto Italiano, fanno sì che questo lavoro s'indirizzi non soltanto agli studiosi di cinema, agli appassionati di "inediti", ma a chiunque sia oggi in senso lato "uno spettatore", destinatario deputato pertanto anch'egli di quel patrimonio di immagini che contribuirono a fare non soltanto la storia del Cinema Muto Italiano, ma la storia tout court del Cinema.
E d'altronde se molto le nuove tecnologie stanno facendo per il cinema del presente e molto ancora vanno preparando per il cinema del futuro, molto esse possono anche per il Cinema del passato, per una ricostituzione, restituzione, rivisitazione e fruizione virtuale di una parte rimasta fin qui "inedita" del Cinema Muto.
Lo schermo in tasca, nella edizione in CD-ROM, consente di restituire nella forma di miglior fruizione possibile una grande quantità di dati relativi al Cinema Muto, permettendo di fare ricorso per essi ad assemblaggio, rimontaggio, zoom, ricostruzione ipertestuale (immagini, didascalie, testi), il che rende possibile l'accesso ad un database di migliaia di immagini, una serie di percorsi ipertestuali avviati da molti link ed una navigazione multimediale che fa delle diverse sezioni, in cui esso è strutturato, altrettanti luoghi di ampi percorsi e di accesso a materiale inedito del Cinema Muto, in particolare del Cinema Muto italiano. Il saggio, pubblicato nella collana "Tessere" diretta dal Prof. Pier Augusto Bertacchini, Presidente del DAMS dell'Università della Calabria, edito dall'editore Abramo di Catanzaro nel 2000, si avvale della prefazione del Prof. Orio Caldiron, che ne rileva l'originalità e l'importanza.
Ecco, dunque, che quella che era nata come un'esigenza pubblicitaria, una delle tante, delle diverse Case Cinematografiche di propagandare le proprie produzioni e di ingraziarsi il favore del pubblico, questa consuetudine di distribuire scene dei propri film riprodotte su cartoline, veniva incontro ad un'esigenza senz'altro già avvertita dallo spettatore cinematografico dei primordi, quell'esigenza tanto radicata di durevolezza, su cui pure si stava innestando quel che ai Lumière era parso un fenomeno senza futuro e che invece stava mettendo radici ormai centenarie: il cinematografo.
Scrive la Tortora: "Sicché lo spettatore cinematografico che riceveva nella Sala cinematografica, gratis, il film riprodotto su cartoline al momento stesso di essere ammesso alla proiezione del film, non era solo merce pubblicitaria quel che si ritrovava tra le mani (serbata poi, come stiamo constatando, con tanta cura nelle tasche), quasi anche a volere i produttori di quei film, i distributori, con quell'offerta compensare il fatto inevitabile che la proiezione di quel film sarebbe terminata e a volere dare di quel film transeunte un qualcosa che ne lasciasse traccia concreta e fosse daccapo e anche a distanza rivisitabile, consentendo di usufruire di foto tratte dal film e riprodotte durevolmente su cartoline. Tanto durevolmente che, poiché molti di quei film, come accennavamo, sono andati perduti, di essi l'unica testimonianza che resta e che ci consente di rivisitare il loro corpo di immagini (e di didascalie) è affidata proprio a queste cartoline, il che muta allora, a distanza di tanti anni e visto da noi oggi in prospettiva, quel gratis in qualche cosa che ha pure del gratia e del prodigioso e che consente insperatamente anche a noi spettatori di oggi di fruire di quelle "visioni" cinematografiche."
Diversi furono gli Stabilimenti Tipografici che stamparono queste Serie di cartoline che illustravano i film dell'epoca e questo fenomeno, come si apprende leggendo questo saggio, non interessò solamente l'Italia, ma diversi altri Paesi. Lo Stampatore che per primo stampò queste cartoline cinematografiche e insegnò questo stratagemma al mondo intero fu Virgilio Alterocca di Terni, il quale con grande lungimiranza sulle possibilità di diffusione di quello che era ancora il Cinema degli inizi, in collaborazione coi Pathé stampò, nei primissimi anni del secolo, scene tratte da quei primi film a carattere storico. Ci sono giunte in tal modo diverse scene del film del 1904 "L' épopée de Napoléon", un film sulla vita di Napoleone composto di quindici quadri, cioè di tanti brevissimi film autonomi dalla insolita durata di 35 minuti e alcune scene di un film del 1905 "La guerre russo-japonaise", un'attualità ricostruita in studio; entrambi sono contenuti nel CD - ROM della Tortora.
Per la prima volta viene fatta una storia del cinema con reperti presi direttamente dalle tasche degli spettatori dell'epoca e che c'informa anche dei gusti, delle preferenze del pubblico, perfino dei ragazzi spettatori di allora. Da questo punto di vista, il saggio offre anche uno spaccato antropologico di rilevante interesse. Inoltre, poiché queste cartoline con scene di film, erano a tutti gli effetti cartoline postali, esse furono all'epoca inviate per posta in migliaia di copie a tanti destinatari (anche al fronte di guerra negli anni '15 - '18), dunque, anche per questo motivo, sono fonte interessante di storia postale per i bolli, gli stampigli, i tempi di percorrenza e quant'altro. D'altronde come la Tortora rileva: "Storia del Cinema e Storia Postale sono, in un certo qual modo, storia coeva, avviatasi negli ultimi decenni dell'Ottocento, grazie al fervore produttivo della borghesia che impianta Stabilimenti Tipografici e Litografici e di lì a poco impianterà Stabilimenti Cinematografici e vende gli stessi prodotti da un Paese all'altro e mette in circolazione idee, strumenti, mode, arti nuove."
I film, di cui Lo Schermo in tasca restituisce la visione, furono all'epoca film di grande successo, notati con favore dai critici, film che furono proiettati per le prime visioni in teatri importanti e comprati o noleggiati dalla maggioranza delle sale cinematografiche, alla cui proiezione assistettero moltissimi spettatori comuni, ma anche personalità dell'epoca e, alcuni di essi ottennero successo anche oltralpe e negli Stati Uniti. Sarà, pertanto, possibile "vedere" per la prima volta film quali La Gioconda del 1916, tratto da un dramma di D'Annunzio, Storia di una capinera del 1917, tratto dal romanzo di Verga, tutti e nove i film tratti, nel 1915 - 16, dai racconti mensili del libro Cuore di De Amicis, L'Ombra e tanti altri film di grande bellezza, che negli anni Dieci ebbero un grandissimo successo di pubblico e critica, ma che non sono mai stati visti dagli spettatori di oggi.
Matilde Tortora indaga, inoltre, gli antecedenti teatrali (notevole il suo avere ricostituito la Francesca da Rimini in una rappresentazione del 1903) e tutt'intero il fenomeno del portarsi "lo schermo in tasca", che ebbe la durata di oltre un trentennio, durò infatti fin oltre i primi anni Quaranta e dedica diverse sezioni del suo saggio anche al cinema sonoro, riportando i più celebri film sia italiani, sia stranieri degli Anni Trenta e Quaranta, interamente ricostruiti con le scene stampate su cartoline. Infine come termine ultimo di questa consuetudine del condursi "lo schermo in tasca", riporta i duecento fotogrammi stampati del film del 1955 Marcellino pane e vino, che lo ricostruivano nella sua interezza. Nel CD-ROM sarà, inoltre, possibile vedere sequenze di alcuni celeberrimi film del muto italiano che sono giunti a noi, ad esempio del film Assunta Spina del 1915, interpretato da Francesca Bertini, (per gentile concessione della Cineteca Italiana) e del film Cenere del 1917, interpretato da Eleonora Duse nella sua unica interpretazione cinematografica, (per gentile concessione della Cineteca del Comune di Bologna). La presenza di questi filmati fa sì che gli altri film dell'epoca che sono in questo lavoro virtualmente rimontati siano ricontestualizzati e posti accanto a queste pellicole che si sono salvate dall'oblio.



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